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Non possiamo non dirci romani

lunedý 24 marzo 2014


Perché si viene a Roma? Che cos’è che attrae donne e uomini di ogni etnia e cultura, che li spinge a visitarla e, spesso, a scegliere di restarci? E come la vive e la vede chi ha avuto il privilegio di nascervi? Esiste una Roma metastorica dell’Uomo: in cui ogni uomo, di qualunque epoca o provenienza, è messo nelle condizioni di ri-conoscersi, di sentire un brivido eterno, di sfiorare la propria essenza. Parafrasando un celebre titolo di Benedetto Croce, si direbbe che “non possiamo non dirci romani”, nella misura in cui la Caput Mundi appartiene a tutti gli uomini, indistintamente.

I cinquanta saggi di argomento romano presenti nel volume consentono un percorso in certo senso esemplare di attraversamento delle multiformi stratificazioni che, dal mondo antico a oggi, la cultura ha lasciato nel tessuto storico dell’Urbe, con particolare afferenza al rapporto che con essa hanno intrattenuto – talora soggiornandovi – personaggi, artisti e scrittori, tra cui Dante, Petrarca, Aretino, Goethe, Gogol, Stendhal, Joyce, Nietzsche, Tagore, Ungaretti, Palazzeschi, Pavese, Malaparte, Calvino, Gadda, Pasolini; e al modo in cui Roma ha lasciato tracce nelle loro opere. Perché Roma rivela l’uomo a se stesso: la luce e il senso della sua Storia. Essere “romani” finisce così per costituire un attributo dell’essere umani.

 
24 cm, 272 pagine, euro 22,00
 

Marco Onofrio (Roma, 11 febbraio 1971) è scrittore e saggista. Per la critica letteraria ha pubblicato i volumi: Ungaretti e Roma (2008, Premio “Carver” 2009), Dentro del cielo stellare. La poesia orfica di Dino Campana (2010, Premio “Terzo Millennio” 2011) e Nello specchio del racconto. L’opera narrativa di Antonio Debenedetti (2011, Premio “Mario Pannunzio” 2013). È intervenuto in qualità di relatore in centinaia di presentazioni di libri e conferenze pubbliche. Ha partecipato come ospite a trasmissioni radiofoniche a carattere culturale presso Radio Rai, emittenti private e web radio. Ha pubblicato articoli presso varie testate, tra cui “Il Messaggero”, “Il Tempo” e “Lazio ieri e oggi”. Sue opere hanno conseguito riscontri critici a livello nazionale e internazionale. Tra i numerosi premi vinti, il “Montale” (1996), il “Farina” (2011) il “Città di Torino” (2013) e il “Viareggio Carnevale” (2013). Questo è il suo ventesimo libro.